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Private EquitY e Fondi d’investimento a Lussemburgo
L’industria dei fondi d’investimento è attualmente uno dei settori più dinamici dell’economia lussemburghese. Il Lussemburgo è oggi il primo centro in Europa per i fondi d’investimento ed è il primo nel mondo per la distribuzione globale dei fondi.
Secondo le cifre diffuse dalla CSSF le attività totali movimentate sono cresciute di 319.6 miliardi di euro nel 2006, rappresentando una crescita di circa il 21% per arrivare a 1.8 mila miliardi di euro al 31 dicembre 2006. Più dell’80% di questa crescita è dovuta a nuovi investimenti effettuati da investitori privati ed istituzionali. Esiste un interesse crescente intorno ai fondi d’investimento immobiliari la cui cifra, a partire dal 2003, è più che quadruplicata.
Traendo vantaggio da un contesto legale e fiscale flessibile il Lussemburgo è divenuto nel tempo la principale piazza per i fondi strutturati di private equity e la loro distribuzione. Nel giugno del 2004 il lancio di SICAR (Sociètè d’Investissement en Capital à Risque), in quanto mezzo d’investimento dedicato al private equity e al venture capital, ha costituito un ulteriore segnale del contributo dato dal Lussemburgo a questo settore.
L’industria, in particolare il settore legato agli investimenti alternativi, ha conosciuto un incremento a partire dall’adozione della cosiddetta legge SIF (Specialised Investment Funds) del 13 febbraio 2007. Tradizionalmente, gli hedge funds costituivano la seconda parte della legislazione fondi lussemburghese. La legge SIF ha introdotto una maggiore flessibilità permettendo la creazione di security funds trasferibili, fondi di mercato monetario, fondi immobiliari, fondi speculativi e fondi di private equity.
L’attività di questa industria alternativa é cresciuta in tre principali settori: private equity, hedge funds e real estate. Oggi gli investitori istituzionali rappresentano circa il 60% del totale delle attività intermediate in questo settore. A questo proposito uno studio ha analizzato il comportamento degli investitori istituzionali e di quei managers che operano con prodotti finanziari alternativi. Questo studio mostra che tale trend positivo dovrebbe essere confermato nel corso del 2008 giacchè a tutt’oggi fra gli investitori istituzionali intervistati il 41% ha intenzione di aumentare i propri investimenti in real estate, il 40% in private equity e il 33% in fondi speculativi.
L’industria sta crescendo ad una velocità tale per cui gli addetti del settore incontrano sempre maggiori difficoltà nella ricerca di personale qualificato. Queste professionalità e specializzazioni sono in costante evoluzione. Pertanto gli operatori del settore hanno bisogno di tenersi costantemente aggiornati relativamente agli sviluppi del quadro legislativo e fiscale, sia nel contesto lussemburghese che internazionale, e relativamente a nuovi strumenti finanziari e tecniche e ai cambiamenti nei sistemi di contabilità.
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